Martedì 14 luglio condurrò una lezione con gli studenti della Auburn University, ospiti del programma Joseph S. Bruno Auburn Abroad in Italy.
Partendo dalla mia esperienza personale, parlerò di Cultura Hip Hop e del suo potenziale come mezzo espressivo e di riscatto sociale. L’incontro si concluderà con un workshop di scrittura Rap.
Ringrazio la professoressa Lydia Witt, direttrice del programma, e la coordinatrice del progetto Roberta Londi per avermi coinvolto.
Per informazioni sui miei incontri didattici scrivere a: info@amirissaa.com
Sono felice di aver partecipato alla conferenza organizzata da AAIS (American Association Italian Studies) 2026 che si è tenuta presso l’Università di Sassari.
Ho avuto la possibilità di raccontare il mio percorso tra cultura hip-hop ed educazione, condividendo alcune riflessioni nate dalle collaborazioni con scuole, e università in Italia, Stati Uniti, Canada ed Europa.
Grazie a Giulia Riccò e Qian Mauro Liu per avermi coinvolto.
Venerdì 12 giugno sarò a Rimini per partecipare al festival Mare di Libri.
Insieme a Kento parleremo di Rap e scuola. Il talk sarà condotto da Fabio Geda Vi aspetto!
“Cos’hanno in comune un genere musicale definito dalla denuncia sociale e dalla critica al sistema nato nelle periferie di New York e la scuola? Sono effettivamente due realtà così agli antipodi? Insieme ad Amir Issaa e Kento, cerchiamo di dare un nome all’anello di congiunzione tra scuola e rap.”
Sono felice di iniziare questa nuova collaborazione con Edulia Treccani Scuola. Nel primo reel ho menzionato alcune barre tratte da due brani di Simba La Rue e Neima Ezza, che ci aiutano a comprendere la relazione tra gli studenti e il mondo della scuola, utilizzando il rap come lente di ingrandimento. Ne usciranno altri prossimamente!
Ringrazio Beatrice Cristalli e Thomas Ducato per avermi coinvolto.
Sul sito La tecnica della scuola potete leggere una bella recensione del mio libro Rap in classe,a cura di Pasquale Almirante.
“Il rap in classe? Si può fare e se è proposto da un rapper, ancora meglio, soprattutto se si tratta di Amir Issaa, 47 anni, rapper romano cresciuto a Tor Pignattara, padre egiziano e madre italiana, ma appassionato di questo genere musicale già da piccolo, quando inizia a scrivere testi anche per allontanare le paure che lo affliggono […]
Oggi molte scuole lo chiamano perché si è capito che la fusione tra ritmo e poesia, da cui l’acronimo, Rap, Rhythm and Poetry, può far scoprire negli alunni il potere delle parole, quelle che rendono gli uomini liberi e capaci di esprimere ciò che sono, ciò che sentono e ciò che li circonda.”
Ormai da tempo la mia “missione” è quella di aprire un dibattito sul potere educativo del rap per aiutare chi non lo conosce ad andare oltre il pregiudizio per cui questa musica è solamente qualcosa di negativo. Ogni volta metto al centro la mia esperienza personale perché penso sia questa la forza del mio lavoro: quando andavo a scuola ero uno dei tanti ragazzini che non vedeva l’ora di sentire il suono della campanella per uscire da un luogo che mi faceva sentire un estraneo. Essere figlio di un immigrato in una situazione di emarginazione sociale di certo non mi aiutava, e per tanti anni ho faticato a trovare l’autostima necessaria per migliorare la situazione.
A scrivere i temi ero tra i più bravi della classe, ma nessun docente mi aveva fatto capire che quel talento poteva essere valorizzato, così dopo un po’ di anni ho mollato il colpo. Come ho detto spesso nelle interviste e nei miei libri, l’incontro con la cultura Hip Hop e con il rap è stato la mia salvezza, perché grazie a questa musica ho capito che anche io valevo qualcosa. Dopo anni di carriera come rapper ho iniziato a portare la mia testimonianza ad altri ragazzi e ragazze come me e ho sentito che quella era la mia vocazione.
Di questo e molto altro parlerò venerdì 10 aprile al convegno organizzato da Edizioni Erickson,“Supereroi fragili”: condurrò un workshop rivolto ai docenti sull’utilizzo del rap a scuola come strumento didattico, e sarà un’occasione per fare conoscere a tante persone anche il mio libro “Rap in classe”. Vi aspetto!
Il mio libro Educazione rap continua il suo percorso, e sono felice di partecipare a questa iniziativa di Add editore.
«Uno spazio dedicato agli insegnanti insieme agli autori e alle autrici di add che sono stati ospiti di tante classi, da Torino a Palermo, da Cremona a Pesaro.
5 argomenti e 5 libri. Per ogni libro, due incontri online di 50’ per condividere esperienze di lettura e confrontarsi su come affrontare i temi con gli studenti».
Spesso mi chiedono come funziona il mio format di edutainment e cosa accade durante le lezioni. Consigli pratici di scrittura, cenni di storia dell’hip hop, dibattiti sui concetti di identità e discriminazione: tutto questo, e tanto altro, è Educazione Rap. Questo lavoro è il frutto di una carriera ventennale, e dopo tanti anni di esperienza vissuta all’interno della scena, oggi voglio trasmettere tutta la conoscenza di questo genere musicale che mi ha aiutato a raccontare chi sono.
Per informazioni scrivi a: flavio @propapromoz.com
Torino è una città che ultimamente sto frequentando molto e Mercoledì 1 giugno alle ore 17 parleremo di Educazione rap allaFondazione Giorgio Amendola. Sarà un’occasione dedicata al libro, ai temi dell’immigrazione e alla musica.
«L’evento coinvolgerà i giovani del quartiere Barriera di Milano su tematiche di attualità usando la musica come veicolo di racconto; Amir Issaa è un rapper e writer e i suoi testi raccontano l’attualità, il razzismo e le seconde generazioni. Ha collaborato con diverse organizzazioni (UNAR, Save the Children, Comunità di S.Egidio e molte altre) e ha ideato laboratori di musica e rime nelle scuole in Italia e all’estero. L’idea di portare sulle scene “Educazione Rap” nasce per volontà della Fondazione Amendola dal progetto “Barriera da scoprire” iniziativa finanziata tramite il contributo della Camera di commercio di Torino. “Barriera da scoprire”, si prefigge di creare incontri a cadenza settimanale con attività di lettura ad alta voce e performance musicali coinvolgendo i Bar del quartiere. L’obiettivo è quello di riunire attraverso la voce con al centro del discorso il libro tutto questo per dare vita a una grande iniziativa collettiva, con l’ambizione di trasformarla, a poco a poco, in una diffusa e virtuosa abitudine. Un progetto che mira anche nel costruire una solida partnership con i commercianti del quartiere, in particolare con Bar e librerie, cercando di coinvolgerli in attività culturali e innovative. In un territorio difficile come Barriera di Milano il progetto permetterà di migliorare l’immagine del quartiere tra i residenti, di rafforzare il tessuto associativo e commerciale e di superare stereotipi che contribuiscono a tenere lontane le persone dalla zona.In collaborazione con gli Original Artisti un collettivo artistico di Torino, la giornata continuerà con una jam session con alcuni rapper torinesi che si sfideranno a ritmo di freestyle».