
Giovedì 7 maggio farò un intervento online all’interno della conferenza annuale del CAIS (Canadian Association for Italian Studies), che si svolgerà a Vancouver presso la University of British Columbia.

Giovedì 7 maggio farò un intervento online all’interno della conferenza annuale del CAIS (Canadian Association for Italian Studies), che si svolgerà a Vancouver presso la University of British Columbia.
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Sono felice di iniziare questa nuova collaborazione con Edulia Treccani Scuola. Nel primo reel ho menzionato alcune barre tratte da due brani di Simba La Rue e Neima Ezza, che ci aiutano a comprendere la relazione tra gli studenti e il mondo della scuola, utilizzando il rap come lente di ingrandimento. Ne usciranno altri prossimamente!
Ringrazio Beatrice Cristalli e Thomas Ducato per avermi coinvolto.

Nel mese di maggio condurrò un ciclo di incontri sul rap al Centro Giovanile Pianoro Factory, in provincia di Bologna. L’ingresso è gratuito e siete tutt* invitat*
«Questo laboratorio di scrittura rap permette ai partecipanti di sviluppare competenze linguistiche e creative attraverso la musica, utilizzando la scrittura come strumento per raccontare sé stessi, riflettere sulle proprie esperienze e dare forma alle proprie idee»
«Amir Issaa è rapper, autore ed educatore. Da anni utilizza il rap come strumento didattico, promuovendo percorsi di espressione, consapevolezza e partecipazione in scuole, università e contesti educativi in Italia e all’estero. Attraverso il rap lavora sulla scrittura, la lingua e l’identità, ed è autore di libri sul rapporto tra musica, educazione e narrazione.»
Info e iscrizioni: 051 775465 info@pianorofactory.com

Sul sito La tecnica della scuola potete leggere una bella recensione del mio libro Rap in classe, a cura di Pasquale Almirante.

Da quattro anni mi sono trasferito a Bologna e il mio lavoro sul territorio con l’educazione Hip Hop inizia ad essere riconosciuto. Ieri è uscita una bella intervista su La Repubblica Bologna, a cura di Sabrina Camonchia, in cui ho parlato degli ultimi progetti.
Disponibile anche online – Clicca qui per leggere l’intervista.

Ormai da tempo la mia “missione” è quella di aprire un dibattito sul potere educativo del rap per aiutare chi non lo conosce ad andare oltre il pregiudizio per cui questa musica è solamente qualcosa di negativo. Ogni volta metto al centro la mia esperienza personale perché penso sia questa la forza del mio lavoro: quando andavo a scuola ero uno dei tanti ragazzini che non vedeva l’ora di sentire il suono della campanella per uscire da un luogo che mi faceva sentire un estraneo. Essere figlio di un immigrato in una situazione di emarginazione sociale di certo non mi aiutava, e per tanti anni ho faticato a trovare l’autostima necessaria per migliorare la situazione.
A scrivere i temi ero tra i più bravi della classe, ma nessun docente mi aveva fatto capire che quel talento poteva essere valorizzato, così dopo un po’ di anni ho mollato il colpo. Come ho detto spesso nelle interviste e nei miei libri, l’incontro con la cultura Hip Hop e con il rap è stato la mia salvezza, perché grazie a questa musica ho capito che anche io valevo qualcosa. Dopo anni di carriera come rapper ho iniziato a portare la mia testimonianza ad altri ragazzi e ragazze come me e ho sentito che quella era la mia vocazione.
Di questo e molto altro parlerò venerdì 10 aprile al convegno organizzato da Edizioni Erickson, “Supereroi fragili”: condurrò un workshop rivolto ai docenti sull’utilizzo del rap a scuola come strumento didattico, e sarà un’occasione per fare conoscere a tante persone anche il mio libro “Rap in classe”. Vi aspetto!
Nuova intervista su Radio Radicale nel programma “Eccellenze Afrodiscendenti”.
Dalla strada fino alle università, passando per i centri sociali, ogni luogo è un’occasione importante per diffondere consapevolezza sul rap e sul suo potenziale narrativo e di riscatto sociale.
Vi aspetto mercoledì 15 aprile al CSOA Forte Prenestino (Roma).
«Amir Issaa condurrà un talk in cui racconterà come, dagli anni ’90 a oggi, il rap in Italia sia uno strumento narrativo fondamentale per le classi sociali più marginalizzate e, nella storia recente, per i figli degli immigrati. A partire dalla sua esperienza personale, guiderà un percorso in cui la sua storia si intreccia con quella di altri artisti, mostrando in che modo la musica abbia dato voce a temi come identità, appartenenza e razzismo. Un racconto tra autobiografia e cultura musicale che restituisce il rap come linguaggio di espressione, consapevolezza e riscatto sociale.»

Venerdì 3 aprile incontrerò gli studenti di Auburn University, presso la sede di Palazzo Chigi ad Ariccia, per una lezione su cultura Hip Hop e identità italiana contemporanea. Gli strumenti didattici saranno alcune canzoni e videoclip del mio repertorio, in cui ho parlato di seconde generazioni e identità, insieme a estratti dai miei libri. Sono felice di poter contribuire a una visione dell’Italia lontana dagli stereotipi.
Questo è il terzo anno consecutivo in cui vengo coinvolto e per questo ringrazio la direttrice del programma Lydia Witt e la coordinatrice del progetto Roberta Londi per la fiducia.
On Friday, April 3rd, I will meet the students of Auburn University at Palazzo Chigi in Ariccia for a lecture on Hip Hop culture and contemporary Italian identity. The teaching tools will include some songs and video clips from my repertoire, in which I have explored themes of second generations and identity, along with excerpts from my books. I’m glad to contribute to a vision of Italy that goes beyond stereotypes.
I’m glad to take part for the third consecutive year, and I would like to thank the program director Lydia Witt and the project coordinator Roberta Londi for their trust.
