NUOVA INTERVISTA / RADIO RADICALE – Eccellenze Afrodiscendenti

Nuova intervista su Radio Radicale nel programma “Eccellenze Afrodiscendenti”.
Grazie a Marilena Umuhoza Delli e Andrea Billau per l’invito.
“La cultura hip hop nasce come risposta a contesti di marginalità e disagio, trasformando rabbia e frustrazione in espressione artistica. Dalle strade alle scuole, diventa uno strumento capace di dare voce a chi spesso non trova spazio, offrendo un linguaggio diretto e accessibile per raccontarsi. In questo percorso, la scrittura e la musica diventano anche strumenti educativi. Il rap, in particolare, richiede parole, consapevolezza e capacità di esprimere la propria esperienza, aprendo possibilità di crescita personale e confronto con gli altri.”
Issaa racconta: “Per fortuna era l’inizio degli anni ’90 e i miei tormenti interiori coincisero con l’arrivo in Italia di una cultura che, anche se ancora non lo sapevo, mi avrebbe salvato psicologicamente: l’hip hop” e spiega il valore terapeutico del rap: “Questo genere musicale può davvero essere uno strumento di sfogo positivo per chi si trova a vivere un momento di disagio. È possibile perché il rap ti costringe a trovare le parole per esprimere quello che vuoi dire e non c’è nulla di più terapeutico di questo”.
Nel suo intervento sottolinea anche il legame tra musica e identità: “È diventato il mio strumento narrativo. Ho iniziato a raccontare la mia storia, il mio quartiere, a dare voce a una generazione di nuovi italiani”.
Continue Reading

EDUCARE CON L’HIP HOP / AELLE MAGAZINE – Nuova videointervista

Come si può usare la cultura Hip Hop per educare le nuove generazioni?
Di questo e molto altro abbiamo parlato nell’intervista che ho fatto con Maurizio Ridolfo per Aelle Magazine. Siamo partiti dal mio percorso da educatore in Italia e negli Stati Uniti, passando per il libro “Rap in classe” edito a gennaio da Erickson arrivando all’ultimo album “La prossima volta il fuoco”. Ringrazio ancora Claudio “Sid” Brignole e la redazione per questa opportunità.
Continue Reading

NUOVA INTERVISTA SU VANITY FAIR

Ringrazio Alice Politi per questa nuova intervista che potete leggere sul sito di Vanity Fair. Abbiamo parlato del libro Rap in Classe, edito da Erickson, e del mio lavoro da educatore.

«Il Rap può essere uno strumento educativo? Può sensibilizzare gli adolescenti su temi importanti, dare loro un mezzo per esprimere il disagio, essere megafono per raccontare malessere ed emarginazione sociale, diventare un veicolo di storie che altrimenti rimarrebbero inascoltate? La risposta è sì, può farlo. Lo sta dimostrando Amir Issaa, 46 anni, che attraverso la musica Rap ha trasformato la sua vita fino a diventare oggi un educatore che porta nelle classi della scuola primaria e secondaria la storia vera e tutto il potenziale di questo controverso genere musicale.

A sostenere la sua «missione» c’è anche una storica casa editrice come Erickson, fra le più attente alle esigenze delle nuove generazioni e ai percorsi didattici più innovativi, con cui Amir ha pubblicato Rap in Classe, piccolo e prezioso manuale per la scuola secondaria in cui ha raccolto un’introduzione alla storia del Rap – incluso il suo rapporto con la cultura Hip Hop e il ruolo che svolge nelle battaglie per i diritti civili – una riflessione sul linguaggio utilizzato e vari laboratori con attività da proporre nelle classi per usare questo genere come forma narrativa.»

Clicca qui per leggere l’intervista.

Continue Reading

EDUCAZIONE RAP / UNIVERSITA’ PER STRANIERI DI PERUGIA – TG Regionale Umbria

Durante la mia lezione all’ “Università per Stranieri di Perugia” sono stato intervistato dal TG3 Regionale Umbria.

«Il rap ti avvicina all’utilizzo della parola e per farlo sempre meglio devi ampliare il tuo vocabolario. Questo gioco diventa veramente importante quando vuoi emergere, perché se hai un linguaggio basilare dopo un po’ sarà difficile raccontare, quindi cercherai di inserire sempre più parole per iniziare a fare quello che si chiama “wordplay”: giocare con le parole. In tutto questo ci può essere il dialetto, e ci possono essere più lingue».

Continue Reading

THE VARSITY / (The University of Toronto’s Student Newspaper) – Intervista

«On February 2, the Department of Italian Studies at University of Toronto hosted a concert by Italian rapper and educator Amir Issaa. The event started with a question and answer period focused on Issaa’s book, Vivo per Questo, as well as rap as a tool for expression, education, and social justice.The Varsity spoke with Issaa and Angelica Pesarini, an assistant professor in the Department of Italian Studies and the Centre for Diaspora and Transnational Studies, about the event, its connections to the global antiracism movement, and its relevance to students in Canada».

Read more

(Ph. Fabio Ficara)

Continue Reading

Nuova intervista / L’ OSSERVATORE ROMANO

Nuova intervista su L’Osservatore Romano a cura di Alicia Lopes Araujo in cui abbiamo parlato del mio impegno come educatore nelle carceri. Tra le tante esperienze gli ho raccontato la più recente, che è il progetto “Ti leggo” in cui mi ha coinvolto Fondazione Treccani Cultura.

«Nell’intervista al nostro giornale va dritto al sodo, definendosi «un rapper, una persona che usa le parole per esprimersi, uno scrittore». In lui memoria del passato, consapevolezza del presente e aspirazioni future s’intrecciano in cerca di un equilibrio, ricercato sin da piccolo, anche tra più mondi, che diventa armonia in versi e in musica. A soli tre anni, finito in carcere il padre, rimase solo con la madre, mentre nella sua vita in bilico il rap diventava l’àncora di salvezza: «da bambino i problemi familiari mi avevano portato a chiudermi. Non era facile accettare che mio padre fosse detenuto». Poi è arrivato il rap. «Ho capito da subito che poteva essere un mezzo per esprimermi e da lì ho iniziato a scrivere, a sprigionare le emozioni». Con la catarsi il rap di Amir si è fatto poesia e la parola poetica un’esperienza culturale condivisa».

Clicca qui per leggere l’intervista

Continue Reading

RADIO 3 RAI FAHRENHEIT / INTERVISTA – Educazione rap – oltre la cronaca dei trapper criminali

Nuova intervista su Rai Radio 3 all’interno del programma Fahrenheit per approfondire il discorso sul rap e la violenza di cui ho parlato ieri su la Repubblica e nel mio libro Educazione rap.

«Le parole sono delle armi che possono far male. A scuola questo non lo avevo capito, non pensavo si potesse attaccare una persona senza insultarla. Poi, ho cominciato a leggere. Aprivo un libro e trovavo qualcosa di interessante, e ho iniziato a pensare che le parole potevano anche costruire qualcosa, potevano aiutarmi, potevano salvarmi. Il rap può controllare la conflittualità, lo dico negli incontri e nei miei brani più recenti, ma sono consapevole che esiste il rischio di innescare il processo inverso, e sollecitare un’aggressività incontrollata soprattutto negli ascoltatori più giovani. Tutta la violenza che avrei voluto sputare fuori quel giorno, e ogni volta che la vita mi ha messo un po’ all’angolo, dovevo farla diventare inchiostro per riscrivere la mia storia, e così ho fatto in tantissime canzoni pubblicate in questi vent’anni di carriera come rapper, una carriera in cui mi sono messo a nudo».

(Educazione rap – add editore)

Continue Reading

LA REPUBBLICA / INTERVISTA -Trap e violenza giovanile

Su La Repubblica di oggi trovate una breve intervista in cui ho raccontato il mio punto di vista sulla situazione attuale del rap in Italia. Come ho spiegato nel libro Educazione rap questo genere musicale aiuta a raccontare le difficoltà ed è uno strumento narrativo potente alla portata di tutti. Il rap non è la causa della violenza: è un genere musicale, non una condizione psicologica. Bisognerebbe invece ascoltare con più attenzione e senza pregiudizi cosa hanno da raccontarci le nuove generazioni italiane nelle loro canzoni, e poi chiederci perché sono così arrabbiate con la società in cui stanno crescendo. In questo modo sì che, forse, potremmo individuare qualche causa.

CLICCA QUI PER LEGGERLA

Continue Reading

AMIR ISSAA / INTERVISTA – La Repubblica – Firenze

“Il rap mi ha salvato. Figlio di un detenuto a Regina Coeli ero chiusissimo ma appena ho scoperto il rap ho trovato voce e parola. Mia madre mi ha dato tanto amore ma non un’educazione culturale, e grazie alle rime mi sono confrontato con la lingua, con le parole, con la consapevolezza sociale. Ho vissuto sulla mia pelle il rap come voce di chi non ha voce”.

Oggi su La Repubblica Firenze un’ intervista di Fulvio Paloscia in cui abbiamo parlato del mio libro Educazione rap, che presenterò domani al festival La città dei lettori con Libernauta – Ore 10:00 Villa Bardini.

Continue Reading