LA LETTURA (CORRIERE DELLA SERA) – INTERVISTA – Rime Amore Poesia

Oggi in edicola un’intervista su La Lettura – Corriere della Sera a me e Giulia Ananìa sul nostro libro “Rime Amore Poesia”.

Ringrazio Maria Egizia Fiaschetti.

«Le loro strade si incrociano nella città-mondo, universo polifonico (l’immagine è dell’antropologo Massimo Canevacci) che è anche l’unico possibile: la «Roma-Bombay» dove si scoprono «figli dello stesso smog», accomunati da un vissuto difficile che hanno affrontato affidandosi al potere liberatorio della musica e delle parole. Somiglia a uno di quei test psicologici sul superamento della paura, in cui ci si tuffa all’indietro lasciando che sia l’altro ad afferrarci e a proteggerci da dalla caduta, l’esperimento di Amir Issaa, 44 anni, rapper italo-egiziano cresciuto a Torpignattara, e Giulia Ananìa, 38 anni, cantautrice e paroliera che scrive per molti artisti pop. Il prossimo 23 gennaio esce in libreria Rime amore poesia (Red Star Press – Hellnation Libri), presentato in anteprima lo scorso dicembre, alla fiera della piccola e media editoria «Più libri più liberi», lavoro a quattro mani nel quale Ananìa utilizza la poesia come linguaggio per «tradurre» i testi di Issaa».

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EDUCAZIONE RAP / MATEMU’ CIES – Workshop di scrittura

Conosco Matemù da molto tempo, ed è stato uno dei primi luoghi a Roma dove ho iniziato ad incontrare ragazzi e ragazze per parlare del potenziale educativo e di riscatto della musica rap. Dopo tanti anni sono felice di tornarci per degli incontri insieme a MisterT, in cui cercherò di trasmettere ai partecipanti tutta la mia esperienza.

«Come nasce un brano rap? Dove trovo le parole? Cosa c’è del mio percorso in quello che scrivo? Nei giorni 𝟭𝟮, 𝟭𝟯 𝗲 𝟭𝟵 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟱.𝟯𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟵 parleremo di stile, di temi, di melodia. Di arte».

Per partecipare manda una mail a: matemu@cies.it – Progetto finanziato dalla fondazione Alta Mane.

(Ph: Eddie Cortesi)

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BLACKNESS / CUBO UNIPOL – Mart. 6 Dicembre – Bologna

Martedì 6 Dicembre alle ore 21:00 al CUBO Condividere Cultura (Bologna), sarò tra gli ospiti di “Blackness”, un evento organizzato da Carlo Babando in cui faremo un ragionamento sul legame che c’è tra il rap e la musica soul. In collaborazione con SEMM music store & more / ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

Si parte dal rap per allargare il campo a ciò che oggi rientra nella dimensione della black culture, analizzando le connessioni tra i linguaggi musicali – soul, r&b, jazz, disco, funk – e lo scenario culturale di appartenenza e di come la musica afroamericana ha creato un vocabolario nuovo anche per le “seconde generazioni”. Ma ha davvero senso chiamarle così? Con Amir Issaa, artista e docente esperto nel rapporto tra la cultura hip hop e il contesto sociale italiano. Ascolteremo, direttamente dai 45 giri, Marvin GayeJames BrownPublic EnemyRun DMC e album contemporanei come quelli di Kendrick Lamar, che stanno segnando indelebilmente la nostra epoca”.

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TRECCANI SCUOLA / IL CLUB DEI DOCENTI – 17 Novembre – Educazione rap

«Un giorno sì e l’altro pure» descrive bene la vita intera del professor Gianni Alessio, che è stato il mio insegnante di educazione fisica. Ogni mattina si inventava un modo per tenere i ragazzi di questa periferia lontani dai guai, per dare loro una scintilla capace di portarli fuori da un destino fin troppo ovvio di emarginazione, di delinquenza. In seconda media io persi l’anno per le troppe assenze, non perché mia madre e i miei professori non avessero tentato di evitarlo. E quello che ci provava più di tutti era proprio lui, Gianni. Siccome ero bravo a correre, aveva deciso di farmi fare il mezzofondista. Io avevo deciso di starci: non solo era la prima volta che a scuola andavo bene in qualcosa, ma soprattutto per allenarmi dovevo saltare, qualche volta, le altre lezioni. Gianni è un uomo con una vocazione.»

Penso che se avessi incontrato più professori come Gianni, che credono nel talento di ogni ragazzo, e che delle opportunità per mostrarlo, questo talento, piuttosto se le inventano, forse la mia storia sarebbe stata ancora diversa, migliore. Anche per questo Educazione rap esiste: siccome il rap in certi contesti sociali e familiari può essere una fonte di salvezza, credo moltissimo che sia necessario che anche i docenti lo usino senza pregiudizi come strategia contro la dispersione scolastica, il disagio, le discriminazioni dentro e fuori dalla scuola.

È con questo obiettivo che oggi sono onorato di tenere una masterclass rivolta ai tantissimi insegnanti del “Club dei docenti” promosso da Treccani Scuola nella quale, in dialogo con Thomas Ducato, parlerò del valore educativo del mio progetto, proprio come l’ho descritto nel mio libro edito da add editore.

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EDUCAZIONE RAP IN RISTAMPA / Nuova grafica

Il rap ti educa: ti insegna a esprimerti, a difenderti senza ricorrere alla violenza, ti costringe a seguire un ritmo e delle regole che servono solo ad alimentare la tua creatività, la tua personalità; il rap ti aiuta a evadere da luoghi e situazioni che fanno male, ti sostiene se vuoi denunciarle; per alcuni, il rap può perfino diventare un lavoro, e portarti lontano, anche oltreoceano. Racconto di questa speciale educazione rap in un libro che ormai gira ovunque da un anno e non accenna a fermarsi. Per questo add editore, che ringrazio moltissimo, ha deciso di dedicargli una nuova veste grafica, energica quanto il messaggio che continuo a lanciare: da oggi troverete il mio libro in un bel rosso acceso ad attendervi in tutte le librerie.

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AMIR ISSAA AL CORSO SULLA DIPLOMAZIA CULTURALE DI ISPI / 25 Novembre

Venerdì 25 novembre dalle 16:30 alle 17:45 sarò tra i professionisti coinvolti da Paolo Petrocelli nel corso “Diplomazia culturale e cooperazione internazionale” in collaborazione con ISPI.

«La diplomazia culturale rappresenta una delle forme più evolute ed articolate di soft power: attraverso la condivisione e lo scambio di idee, valori, linguaggi e pratiche artistiche, viene favorita la promozione del dialogo, del rispetto per le diversità e la comprensione reciproca tra popoli e nazioni, a sostegno di un’azione più ampia di cooperazione politica ed economica a livello internazionale».

«Previsto un focus sulle strategie di sviluppo e gestione di specifici progetti e l’approfondimento di case studies e best practices nazionali e internazionali, con l’intervento di manager, operatori culturali, musicisti ed artisti».

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GUERRA TRA POVERI / Adesso su Spotify la title track del nuovo film di Kassim Yassin

Quando Kassim Yassin mi ha fatto leggere la sceneggiatura del film “Guerra tra poveri” mi ci sono subito rispecchiato e le parole della canzone sono uscite dalla mia penna in modo naturale, come se fossero un flusso di coscienza. Sono cresciuto in una famiglia povera e essere figlio di un immigrato, chiuso in un carcere, di certo non mi ha aiutato, e so bene cosa vuol dire sentirsi esclusi e giudicati dalla società, per questo mi complimento con la produzione Ulalà Film & Co. e con Rai Cinema per aver creduto in questo progetto che ha un forte valore a livello sociale.

Ci sarò anche io al festival Alice nella città, insieme a Delgado, che ha realizzato la base, e faccio i miei auguri a tutto il team che ha lavorato alla realizzazione di quest’opera. Un saluto a Franco Eco che si è occupato delle musiche, a Gianni Pallotto per il suono, e a Francesco Rodrigo Sirabella Sinigallia, Alessandro Sardelli e Andrea Autullo per aver interpretato i personaggi con grande credibilità.

(Grfx cover: Snip Graphics)

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RADIO 3 RAI FAHRENHEIT / INTERVISTA – Educazione rap – oltre la cronaca dei trapper criminali

Ascolta l’intervista andata in onda su Rai Radio 3 all’interno del programma Fahrenheit per approfondire il discorso sul rap e la violenza di cui ho parlato ieri su la Repubblica e nel mio libro Educazione rap.

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«Le parole sono delle armi che possono far male. A scuola questo non lo avevo capito, non pensavo si potesse attaccare una persona senza insultarla. Poi, ho cominciato a leggere. Aprivo un libro e trovavo qualcosa di interessante, e ho iniziato a pensare che le parole potevano anche costruire qualcosa, potevano aiutarmi, potevano salvarmi. Il rap può controllare la conflittualità, lo dico negli incontri e nei miei brani più recenti, ma sono consapevole che esiste il rischio di innescare il processo inverso, e sollecitare un’aggressività incontrollata soprattutto negli ascoltatori più giovani. Tutta la violenza che avrei voluto sputare fuori quel giorno, e ogni volta che la vita mi ha messo un po’ all’angolo, dovevo farla diventare inchiostro per riscrivere la mia storia, e così ho fatto in tantissime canzoni pubblicate in questi vent’anni di carriera come rapper, una carriera in cui mi sono messo a nudo».

(Educazione rap – add editore)

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LA REPUBBLICA / INTERVISTA -Trap e violenza giovanile

Su La Repubblica di oggi trovate una breve intervista in cui ho raccontato il mio punto di vista sulla situazione attuale del rap in Italia. Come ho spiegato nel libro Educazione rap questo genere musicale aiuta a raccontare le difficoltà ed è uno strumento narrativo potente alla portata di tutti. Il rap non è la causa della violenza: è un genere musicale, non una condizione psicologica. Bisognerebbe invece ascoltare con più attenzione e senza pregiudizi cosa hanno da raccontarci le nuove generazioni italiane nelle loro canzoni, e poi chiederci perché sono così arrabbiate con la società in cui stanno crescendo. In questo modo sì che, forse, potremmo individuare qualche causa.

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