VALORY RAP / RAP FUORICLASSE – (Contest)

Ringrazio Simona Dell’Utri per avermi arruolato nella squadra di formatori della piattaforma Valory App. Abbiamo organizzato un contest di canzoni rap per gli studenti di alcune scuole nel territorio del Gargano in cui il tema sono i valori positivi e oggi alle 16 incontrerò i vincitori per consegnargli il loro premio. Un ora di live in privato con me in cui faremo festa e faccio i miei complimenti ai partecipanti che hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco. Ai docenti va tutta la mia stima per non aver mollato la missione in un momento così difficile, e da padre di un ragazzo di 20 anni che frequenta l’ultimo anno di liceo so bene di cosa sto parlando. Mio figlio è fortunato e non gli manca niente, ma non tutti hanno la possibilità di acquistare un pc per studiare a casa e vivono una situazione tranquilla a livello familiare che gli permette di essere sereni. Per come sono cresciuto io da bambino sono sensibile su questo argomento e mi rispecchio nelle loro storie. La mia speranza è di tornare al più presto fisicamente tra i banchi per costruire tutti insieme un Italia del futuro più giusta e inclusiva.

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ARCI LIGURIA / RESISTENZA VIRTUALE – TALK – (Mart. 26 Maggio)

Mio padre è stato in carcere per molto tempo e ricordo bene la frustrazione di mamma e la vergogna che avevo di parlarne a scuola per paura di essere giudicato. Ero il figlio di un delinquente e questa cosa non la doveva sapere nessuno. Tutta la rabbia repressa ogni volta che tornavo a casa da solo. La verità è che non gli hanno mai dato una possibilità per riscattarsi, dentro un girone infernale in cui il perdono viene concesso solamente dopo una punizione. Lo hanno privato dell’amore ma non sono mai riusciti a togliergli la dignità, e se oggi sono così è anche grazie a lui. Questo rapporto con il carcere mi ha sensibilizzato e da anni collaboro con varie associazioni per portare un po’ di luce agli “amici di mio padre”. Dai laboratori di rap ai concerti improvvisati al Carcere di Rebibbia senza nemmeno avere un impianto, ma con un energia che pompava milioni di watt. Credo fortemente che la bellezza dell’arte e la cultura possono essere uno strumento di riabilitazione.

Martedì 26 ne parleremo con Salvatore Striano, Giovanni Maria Riccio e Giuditta NelliOre 16 diretta Facebook e Youtube (Arci Liguria)

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AMIR ISSAA X ISPI SCHOOL / DIPLOMAZIA CULTURALE / VEN. 10 LUGLIO

Il rap entra nel mondo della diplomazia culturale grazie al mio coinvolgimento in questo progetto di ISPI – Istituto per gli studi di politica internazionale ideato da Paolo Petrocelli, presidente di Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO e fondatore di EMMA for Peace. Avrò la possibilità di fare una lecture in cui racconterò la mia esperienza di artista Italiano di seconda generazione, con un focus sul progetto didattico nelle università degli Stati Uniti. Da qualche anno sto esplorando il potenziale della cultura Hip Hop al di fuori del circuito tradizionale, e questo è un altro tassello importante. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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AMIR ISSAA TRA I COACH DELLA GUERRA DI PAROLE – (Carcere di san Vittore)

Un pensiero a tutti i detenuti e in particolare ai ragazzi che ho incontrato nel Carcere Di San Vittore in occasione della battle contro gli studenti dell' Università degli Studi di Milano.❤️🎤💥⚖️ Ringrazio Flavia Trupia dell'associazione Discorsi potenti per avermi coinvolto come coach, e Toyota Italia per il supporto.🙏🏆#raptorical #perlaretorica #retorica #guerrieri #rap #sfida #competizione #jail #penitenziario #toyotaitalia #sanvittore #carceredisanvittore

Pubblicato da Amir Issaa su Lunedì 13 aprile 2020

Studenti e detenuti si lanceranno un guanto di sfida, ma la loro unica arma in questo duello sarà la parola. L’iniziativa si chiama Guerra di Parole e, giunta alla IV edizione, quest’anno arriva a Milano: a misurarsi saranno gli universitari della Statale e i detenuti del Carcere di San Vittore. La gara sta tutta nell’arte della retorica: a colpi di dialettica, prima sostenendo una posizione, poi il suo contrario, alla fine solo il più abile la spunterà. Le lezioni sono tenute da Flavia Trupia, presidente dell’Associazione PerLaRe (Per La Retorica), dall’attore e regista Enrico Roccaforte e dal rapper Amir Issaa. La sfida finale si tien su un “ring” d’eccezione, il Carcere di San Vittore. Si svolge in due round di 15 minuti, aperti e chiusi da un appello di 1 minuto in versione rap in cui le due squadre devono prima difendere un’idea e poi il suo contrario. Allo scadere, una Giuria di sette componenti decreta la squadra vincitrice in base ad alcuni criteri: il rispetto delle regole, la forza delle argomentazioni e l’utilizzo del linguaggio del corpo. L’iniziativa è sostenuta da Toyota Motor Italia ed è organizzata da Università degli Studi di Milano La Statale, Crui – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, Casa Circondariale di Milano San Vittore, insieme a Unione Camere Penali Italiane – Osservatorio Carcere UCPI, Amici della Nave. Il progetto è supportato da Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. (Ansa)

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AMIR ISSAA INTERVISTATO DA MONICA MONDO A #SOUL – (TV2000)

Sono stato intervistato da Monica Mondo all’interno del programma Soul su Tv2000, e in questa lunga chiacchierata abbiamo affrontato vari argomenti tra cui la musica rap e il suo potere a livello educativo.

“Amir Issaa, musicista, rapper: un nome ben noto, segnalatoci dagli accademici della Crusca! Mentre si discute di un rapper autore di testi volgari e violenti a Sanremo, Issaa sostiene, con noi, che al rap non è concesso tutto, come per qualunque espressione artistica: chi parla a un pubblico ha obiettivi e responsabilità, e lui, salvato dalla musica, usa le parole per raccontarsi e per dire la sua sul mondo. Parole come armi, che non fanno mai male. Il rap è uno strumento narrativo libero, libero anche dalla politica e dall’ideologia. Dà voce agli ultimi, alle ingiustizie, ma senza esibire successo e ricchezza di troppi parvenus baciati dal successo. Italo egiziano, anzi italianissimo, di padre egiziano, strappato alla strada grazia agli incontri con educatori che contano, Amir tiene lezioni di italianistica in università, collabora con le scuole per progetti di inclusione, scatena il ritmo e cura la nostra bella lingua, è un guerriero che costruisce e non dimentica a periferia in cui è cresciuto”.

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LA GENERAZIONE HIP HOP E L’ITALIA MULTICULTURALE – (La città nuova – Corriere)

Gabriella Kuruvilla ha scritto un bellissimo articolo sulla mia storia per La città nuova, un blog di Corriere della sera, focalizzando la sua attenzione sull’impegno che ho dedicato alla causa della cittadinanza per i ragazzi di Seconda generazione, ma senza tralasciare i vari aspetti della mia carriera a livello artistico. Rap, graffiti, il libro Vivo per questo e i tour didattici negli States.

Per leggere l’articolo clicca qui

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