EDUCAZIONE RAP / MATEMU’ CIES – Workshop di scrittura

Conosco Matemù da molto tempo, ed è stato uno dei primi luoghi a Roma dove ho iniziato ad incontrare ragazzi e ragazze per parlare del potenziale educativo e di riscatto della musica rap. Dopo tanti anni sono felice di tornarci per degli incontri insieme a MisterT, in cui cercherò di trasmettere ai partecipanti tutta la mia esperienza.

«Come nasce un brano rap? Dove trovo le parole? Cosa c’è del mio percorso in quello che scrivo? Nei giorni 𝟭𝟮, 𝟭𝟯 𝗲 𝟭𝟵 𝗱𝗶𝗰𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟱.𝟯𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟵 parleremo di stile, di temi, di melodia. Di arte».

Per partecipare manda una mail a: matemu@cies.it – Progetto finanziato dalla fondazione Alta Mane.

(Ph: Eddie Cortesi)

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TRECCANI SCUOLA / IL CLUB DEI DOCENTI – 17 Novembre – Educazione rap

«Un giorno sì e l’altro pure» descrive bene la vita intera del professor Gianni Alessio, che è stato il mio insegnante di educazione fisica. Ogni mattina si inventava un modo per tenere i ragazzi di questa periferia lontani dai guai, per dare loro una scintilla capace di portarli fuori da un destino fin troppo ovvio di emarginazione, di delinquenza. In seconda media io persi l’anno per le troppe assenze, non perché mia madre e i miei professori non avessero tentato di evitarlo. E quello che ci provava più di tutti era proprio lui, Gianni. Siccome ero bravo a correre, aveva deciso di farmi fare il mezzofondista. Io avevo deciso di starci: non solo era la prima volta che a scuola andavo bene in qualcosa, ma soprattutto per allenarmi dovevo saltare, qualche volta, le altre lezioni. Gianni è un uomo con una vocazione.»

Penso che se avessi incontrato più professori come Gianni, che credono nel talento di ogni ragazzo, e che delle opportunità per mostrarlo, questo talento, piuttosto se le inventano, forse la mia storia sarebbe stata ancora diversa, migliore. Anche per questo Educazione rap esiste: siccome il rap in certi contesti sociali e familiari può essere una fonte di salvezza, credo moltissimo che sia necessario che anche i docenti lo usino senza pregiudizi come strategia contro la dispersione scolastica, il disagio, le discriminazioni dentro e fuori dalla scuola.

È con questo obiettivo che oggi sono onorato di tenere una masterclass rivolta ai tantissimi insegnanti del “Club dei docenti” promosso da Treccani Scuola nella quale, in dialogo con Thomas Ducato, parlerò del valore educativo del mio progetto, proprio come l’ho descritto nel mio libro edito da add editore.

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AMIR ISSAA TRA GLI OSPITI DEL SEMINARIO NAZIONALE CONTRO LA POVERTA’ EDUCATIVA / 9-10 Novembre a Roma

A Roma 9 e 10 novembre ci sarà un seminario nazionale sulla dispersione scolastica e la povertà educativa e sarà un occasione per parlare del mio metodo educativo raccontato nel libro Educazione rap.

Ringrazio EPALE – Educazione Adulti Italia e Erasmus+ Indire per avermi coinvolto.

«La partecipazione di Amir Issaa, rapper scrittore e autore di progetti educativi, sarà uno degli esempi di come accendere la passione per l’educazione e far scattare l’amore per la scuola. Il suo metodo “Educazione rap” nasce proprio dai contesti difficili che fanno parte della sua stessa biografia».

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AMIR ISSAA AL CORSO SULLA DIPLOMAZIA CULTURALE DI ISPI / 25 Novembre

Venerdì 25 novembre dalle 16:30 alle 17:45 sarò tra i professionisti coinvolti da Paolo Petrocelli nel corso “Diplomazia culturale e cooperazione internazionale” in collaborazione con ISPI.

«La diplomazia culturale rappresenta una delle forme più evolute ed articolate di soft power: attraverso la condivisione e lo scambio di idee, valori, linguaggi e pratiche artistiche, viene favorita la promozione del dialogo, del rispetto per le diversità e la comprensione reciproca tra popoli e nazioni, a sostegno di un’azione più ampia di cooperazione politica ed economica a livello internazionale».

«Previsto un focus sulle strategie di sviluppo e gestione di specifici progetti e l’approfondimento di case studies e best practices nazionali e internazionali, con l’intervento di manager, operatori culturali, musicisti ed artisti».

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NUOVO ARTICOLO USCITO NEGLI STATI UNITI – The Montclarion

Nuovo articolo a cura di Lynise Olivacce uscito oggi su The Montclarion. Poter raccontare la mia storia negli Stati Uniti è una grande soddisfazione e ringrazio la professoressa Teresa Fiore per questa opportunità. Abbiamo parlato di tanti argomenti tra cui: La mia passione per la musica rap, l’impegno come attivista per il riconoscimento della cittadinanza alle seconde generazioni, e la mia attività nelle scuole come educatore. Un saluto anche a Enza Antenos e a tutti gli studenti e le studentesse che hanno partecipato all’evento a Montclair State University.

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Nuova intervista / L’ OSSERVATORE ROMANO

Nuova intervista su L’Osservatore Romano a cura di Alicia Lopes Araujo in cui abbiamo parlato del mio impegno come educatore nelle carceri. Tra le tante esperienze gli ho raccontato la più recente, che è il progetto “Ti leggo” in cui mi ha coinvolto Fondazione Treccani Cultura.

«Nell’intervista al nostro giornale va dritto al sodo, definendosi «un rapper, una persona che usa le parole per esprimersi, uno scrittore». In lui memoria del passato, consapevolezza del presente e aspirazioni future s’intrecciano in cerca di un equilibrio, ricercato sin da piccolo, anche tra più mondi, che diventa armonia in versi e in musica. A soli tre anni, finito in carcere il padre, rimase solo con la madre, mentre nella sua vita in bilico il rap diventava l’àncora di salvezza: «da bambino i problemi familiari mi avevano portato a chiudermi. Non era facile accettare che mio padre fosse detenuto». Poi è arrivato il rap. «Ho capito da subito che poteva essere un mezzo per esprimermi e da lì ho iniziato a scrivere, a sprigionare le emozioni». Con la catarsi il rap di Amir si è fatto poesia e la parola poetica un’esperienza culturale condivisa».

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Collaborazione con TRECCANI CULTURA per il progetto “Ti Leggo” / IPM Airola

Ormai sono più di dieci anni che parlo dell’efficacia di quella che chiamo Educazione rap tanto da averci scritto sopra un libro, perciò non posso che essere onorato del fatto che una così importante istituzione come Fondazione Treccani Cultura abbia scelto di coinvolgermi nel progetto “Ti Leggo. Le frontiere della lettura negli istituti penitenziari minorili” con il preciso obiettivo di usare il rap come strumento di rieducazione.

I giovani detenuti del carcere di Airola, infatti, hanno letto i miei libri “Vivo per questo” ed “Educazione rap”, hanno ascoltato la mia discografia e si sono cimentati a loro volta nella scrittura di testi. Giovedì 22 settembre li incontrerò per lavorare insieme su quanto hanno prodotto. Mettere in pratica quello che racconto da anni, offrire occasioni di riscatto a chi è in carcere – un luogo che, come sapete, mi appartiene in modo particolare – e contribuire ad abbattere stereotipi e pregiudizi su più livelli restano le maggiori soddisfazioni del mio lavoro.

Ringrazio Loredana Lucchetti e Massimo Bray per avermi coinvolto e saluto tutto lo staff di Treccani che ha collaborato a questo progetto.

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RADIO 3 RAI FAHRENHEIT / INTERVISTA – Educazione rap – oltre la cronaca dei trapper criminali

Ascolta l’intervista andata in onda su Rai Radio 3 all’interno del programma Fahrenheit per approfondire il discorso sul rap e la violenza di cui ho parlato ieri su la Repubblica e nel mio libro Educazione rap.

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«Le parole sono delle armi che possono far male. A scuola questo non lo avevo capito, non pensavo si potesse attaccare una persona senza insultarla. Poi, ho cominciato a leggere. Aprivo un libro e trovavo qualcosa di interessante, e ho iniziato a pensare che le parole potevano anche costruire qualcosa, potevano aiutarmi, potevano salvarmi. Il rap può controllare la conflittualità, lo dico negli incontri e nei miei brani più recenti, ma sono consapevole che esiste il rischio di innescare il processo inverso, e sollecitare un’aggressività incontrollata soprattutto negli ascoltatori più giovani. Tutta la violenza che avrei voluto sputare fuori quel giorno, e ogni volta che la vita mi ha messo un po’ all’angolo, dovevo farla diventare inchiostro per riscrivere la mia storia, e così ho fatto in tantissime canzoni pubblicate in questi vent’anni di carriera come rapper, una carriera in cui mi sono messo a nudo».

(Educazione rap – add editore)

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LA REPUBBLICA / INTERVISTA -Trap e violenza giovanile

Su La Repubblica di oggi trovate una breve intervista in cui ho raccontato il mio punto di vista sulla situazione attuale del rap in Italia. Come ho spiegato nel libro Educazione rap questo genere musicale aiuta a raccontare le difficoltà ed è uno strumento narrativo potente alla portata di tutti. Il rap non è la causa della violenza: è un genere musicale, non una condizione psicologica. Bisognerebbe invece ascoltare con più attenzione e senza pregiudizi cosa hanno da raccontarci le nuove generazioni italiane nelle loro canzoni, e poi chiederci perché sono così arrabbiate con la società in cui stanno crescendo. In questo modo sì che, forse, potremmo individuare qualche causa.

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