INTERVISTA / PALUDE UNDERGROUND – Graffiti – Amir Issaa aka Cina TRV

Prima del rap ho iniziato con i graffiti insieme alla crew “The Riot Vandals”. Sono stato intervistato dai ragazzi di “Palude underground” a cui ho raccontato la mia esperienza.

Come è nata la tua passione per i graffiti e come hai iniziato?

Quando ero ragazzino negli anni novanta ho iniziato ad appassionarmi ai graffiti, perché era la cosa più tangibile e visibile, li trovavi in strada indipendentemente che tu facessi parte o meno del mondo hip hop o dei graffiti. Le prime cose che ho visto erano le tag, mi incuriosivano, ricordo che vedevo queste tag quando uscivo da scuola facendo il tragitto per tornare a casa. La prima che ho visto è stata quasi sicuramente quella di Ioice (che in seguito è diventato Napal).

Roma è sempre stata piena di scritte a prescindere dal writing, in strada trovavi spesso scritte politiche o riguardanti il calcio, i tag dei writer però erano quelle che catturavano la mia attenzione non solo per lo stile, ma, anche perché la stessa firma la trovavi in luoghi e contesti diversi. A dodici anni ho iniziato a replicare sul mio quaderno ciò che vedevo in strada ispirandomi a Ioice, Clown, Crash Kid e EMC (in seguito è diventato Stand).Poi un giorno vidi in tv Beat Street (film cult del 1984) in cui c’erano scene di writing dove dipingevano treni. Il giorno dopo andai a comprare delle bombolette dal ferramenta, credo sia stato il 91′, presi gli spray e come prima cosa andai a scrivere sui muri esterni del mercato di Torpignattara, il quartiere dove sono cresciuto.

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